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Archivio ‘dicembre, 2009’
Social network: anche se non divulgate nulla, ci pensano le vostre amicizie
Boston.com racconta che due studenti dell’MIT hanno infatti scritto un programma che utilizza le informazioni pubblicate dai nostri “amici” di Facebook (che in realtà sono spesso semplici conoscenti, quando va bene) per tracciare il nostro profilo. Occhio a chi vi telefona e vi minaccia di staccare la linea, Truffa telefonica
Il truffatore telefona alla vittima spacciandosi per un operatore del call center della compagnia telefonica e avvisa la vittima che è in arretrato con i pagamenti e che quindi se non paga subito gli verrà staccata la linea. Se la vittima è riluttante, il truffatore avvisa che la linea verrà staccata subito. E in effetti quando la vittima riaggancia e poi prova a chiamare, il suo telefono è muto. Il furto d’identità su Facebook può costare caro, Donna truffata per 4000 dollariUn notevole esempio di come si possono perpetrare truffe tramite i social network e si possono monetizzare fraudolentemente le password rubate degli utenti è costituito dai messaggi di richiesta di denaro d’emergenza che vi arrivano via Internet dagli amici – e qui parlo di amici nel senso vero del termine, non in quello di “non so chi sei ma fai numero e voglio arrivare a quota 5000 amici su Facebook”. Depressa perde i sussidi di malattia perché ha foto allegre su Facebook
Le immagini pubblicate dalla Blanchard la ritraevano in vacanza (foto qui accanto), alla propria festa di compleanno e a un’esibizione degli spogliarellisti Chippendales. Dati e foto personali del boss di Facebook diventano pubbliche grazie al cambio delle regole di privacy
Ben 290 delle sue foto personali e vari altri dati che prima erano privati sono diventati pubblici e ovviamente sono stati catturati subito dal popolo della Rete. Se vi interessano, le immagini migliori sono su Gawker. Meno male che le nuove impostazioni dovevano rendere più facile la gestione della privacy. Se non sa gestirle neanche il capo di Facebook, figuriamoci che simpatico disastro potranno combinare i suoi 350 milioni di utenti. Facebook, privacy da riconfigurare, semplifica la privacy mettendo tutto in piazza
Se l’utente segue le istruzioni proposte dal messaggio, le impostazioni di privacy vengono semplificate: spariscono i “network regionali” e restano quattro opzioni di base per la visibilità delle informazioni, che diventano accessibili agli amici, agli amici di amici, a tutti o a chi soddisfa un criterio personalizzato. Censura e filtri? Furori Facebookiani fomentano filtri futili, facili follie
Facebook si pagherà dal 2010? BufalaRadio 101 mi ha segnalato poco fa una storia che sta girando in Rete: Facebook diverrebbe a pagamento dal 2010. Sarebbe bello, così si scremerebbero un po’ di perditempo, ma è una bufala che probabilmente deriva da questa pagina del sito satirico-umoristico Collegehumor.com, catturata nella schermata qui accanto. Collegehumor ha semplicemente realizzato un falso post del blog ufficiale di Facebook. L’annuncio infatti non esiste nel blog vero. Per gli italofoni c’è anche una pagina Facebook per la smentita e non mancano le sbufalate anche al di fuori del social network. Ciarlatani scuoiano una scimmietta e ne fanno un “bebè alieno”. I giornalisti abboccanoNe hanno parlato giornali (La Stampa) e TV (Mediaset; Tgcom): Tiscali Notizie, per esempio, dice che nel 2007 fu catturato e ucciso da un gruppo di contadini messicani un piccolo essere che i contadini tentarono di soffocare “per ben tre volte, riuscendoci solo dopo averlo tenuto per molte ore sott’acqua”. Perché ai contadini messicani l’idea di una roncolata risolutiva non viene in mente. No, meglio stare lì molte ore a tenere la bestiaccia sott’acqua. E cos’era, il figlio scemo di Alien? I limiti di tutto l’ universo conosciuto, quanto piccoli siamo!!!Vi sfido a rimanere impassibili di fronte a quest’animazione in scala, basata sui dati scientifici più precisi finora disponibili, il Digital Universe Atlas, che vi porta dalle montagne del Tibet ai limiti dell’universo conosciuto. Abbassate le luci, portatelo a tutto schermo nella versione quasi HD, e godetevi lo spettacolo.
Sì, siamo niente nell’ordine dell’universo. Ma noi piccoli ammassi di neuroni su un insignificante pianetucolo in una banale periferia di una galassia come tante altre siamo capaci di comprendere tutto quest’universo. Questa è la strada di conoscenza che abbiamo percorso in soli quattrocento anni, da quando Galileo ha alzato il suo cannocchiale verso le stelle. Pensare a quello che faremo e scopriremo nei prossimi quattrocento è un brivido esaltante. |